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di Redazione
Negli ultimi giorni di ottobre 2025 l’Italia ha assistito a una tragica serie di femminicidi, tra cui Pamela Genini, Luciana Ronchi e Jessica Stapazzollo. Queste vicende evidenziano inquietanti aspetti digitali della violenza: minacce via messaggi, strumenti elettronici di controllo violati e tracce informatiche lasciate dagli aggressori. La tecnologia emerge qui sia come arma di abuso sia come strumento di tutela.
Pamela Genini: minacce via SMS prima del delitto
Pamela Genini, 29 anni, è stata uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 con oltre trenta coltellate inferte dal compagno 52enne. Questo tragico epilogo è stato preceduto da allarmi ignorati: l’ex compagno le aveva rivolto numerose minacce verbali e via SMS nei mesi precedenti, nel tentativo di intimidirla e controllarla a distanza. Tali messaggi minatori rappresentano una chiara forma di violenza digitale e un campanello d’allarme che purtroppo non ha ricevuto risposta adeguata.
Luciana Ronchi: traccia digitale e cattura del killer
Il 22 ottobre a Milano, Luciana Ronchi, 62 anni, è stata assassinata dall’ex compagno Luigi Morcaldi. In questo caso non risultano minacce online pregresse, ma la tecnologia ha giocato un ruolo chiave dopo il delitto. L’aggressore ha tentato la fuga eliminando le proprie tracce digitali, spegnendo il cellulare. Tuttavia ha commesso l’errore di riaccendere il telefono per pochi istanti, permettendo alla polizia di localizzarlo e arrestarlo. La traccia digitale del suo telefono è dunque diventata decisiva per assicurarlo alla giustizia.
Jessica Stapazzollo: braccialetto elettronico aggirato
Il 28 ottobre a Castelnuovo del Garda (Verona), Jessica Stapazzollo, 33 anni, è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno Douglas Reis Pedroso. Questa tragedia mette in luce il fallimento di un sistema digitale di protezione: l’uomo era sottoposto al divieto di avvicinamento con obbligo di braccialetto elettronico antistalking dopo precedenti violenze. Il dispositivo però non ha fermato l’aggressore: era riuscito a toglierselo e al momento del delitto non lo indossava, eludendo il monitoraggio. Ciò gli ha permesso di raggiungere Jessica indisturbato.
Riflessioni finali: prevenire la violenza digitale
Questi episodi mostrano come la tecnologia sia un’arma a doppio taglio nella violenza di genere. Da un lato, gli aggressori possono sfruttarla per minacciare, controllare e persino aggirare dispositivi di sicurezza. Dall’altro, strumenti digitali come la localizzazione dei telefoni hanno aiutato a fermare un assassino in fuga. È dunque fondamentale potenziare il ruolo positivo della tecnologia e limitarne l’uso maligno.
Sul fronte istituzionale, occorre rafforzare le misure di protezione digitale. Le autorità devono reagire senza indugio anche alle minacce via chat o SMS, riconoscendo la violenza online come un segnale (potenzialmente imminente) di pericolo. Strumenti come i braccialetti elettronici vanno migliorati (sensori anti-manomissione più efficaci) e integrati in protocolli che prevedano un intervento immediato. Ogni segnale digitale di rischio deve tradursi in una risposta tempestiva delle autorità.
A livello sociale serve maggiore consapevolezza. Minacce e abusi via smartphone o social non sono “virtuali” nei loro effetti: producono traumi reali. Le vittime vanno incoraggiate a denunciare sin dalle prime avvisaglie digitali e devono poter contare su canali sicuri per chiedere aiuto. In definitiva, occorre unire innovazione tecnologica e sensibilizzazione. Dobbiamo usare gli strumenti digitali per prevenire e fermare gli abusi, e al contempo riconoscere e condannare con fermezza la violenza online al pari di quella offline. Solo così tecnologia e società potranno allearsi per salvare vite.
Fonti
- ANSA. (2025, 14 ottobre). Milano: uccisa Pamela Genini, minacce via sms nei mesi precedenti.
- Corriere della Sera. (2025, 28 ottobre). Jessica Stapazzollo uccisa dall’ex nonostante il braccialetto elettronico.
- Il Giorno. (2025, 22 ottobre). Omicidio Luciana Ronchi: arrestato l’ex compagno grazie al cellulare riacceso.
- Repubblica. (2025, 15-28 ottobre). Archivio cronaca nera: femminicidi ottobre 2025.