di F.B.
La sextortion ai danni dei minori rappresenta una delle forme più traumatiche e pervasive di violenza digitale contemporanea. Alla fine del 2025 il fenomeno ha raggiunto una maturità operativa tale da configurarsi come un vero e proprio modello criminale strutturato, spesso transnazionale, alimentato da strumenti automatizzati e sistemi di pagamento anonimi. Comprendere questa evoluzione è fondamentale per prevenire e contrastare efficacemente il fenomeno nel 2026.
Dinamiche operative della sextortion
La sextortion moderna non si basa più esclusivamente sull’inganno occasionale. Sempre più spesso si tratta di campagne mirate, in cui i minori vengono individuati, profilati e avvicinati attraverso piattaforme social, gaming o messaggistica. Una volta ottenuto materiale intimo, reale o manipolato, la minaccia si trasforma in un meccanismo di controllo continuo.
L’uso delle criptovalute come strumento di pagamento contribuisce a rafforzare il senso di inevitabilità e di isolamento della vittima, che percepisce l’aggressore come irraggiungibile e onnipotente.
Il ruolo del silenzio e della vergogna
Uno degli aspetti più drammatici della sextortion sui minori è il silenzio forzato. La paura di essere giudicati, puniti o esposti porta molte vittime a non chiedere aiuto, consentendo alla violenza di protrarsi nel tempo. Nel 2026 questo silenzio rappresenterà una delle principali criticità da affrontare, non solo sul piano repressivo, ma soprattutto su quello culturale ed educativo.
Aspetti forensi e investigativi
La digital forensics gioca un ruolo cruciale nella raccolta e conservazione delle prove, ma incontra limiti significativi legati alla rapidità di cancellazione dei contenuti e alla natura transnazionale delle infrastrutture criminali. La sfida consiste nel documentare l’abuso senza esporre ulteriormente la vittima, garantendo al contempo l’efficacia dell’azione investigativa.
Prevenzione e supporto
Contrastare la sextortion richiede un approccio integrato che coinvolga famiglie, scuole, istituzioni e piattaforme digitali. La prevenzione passa dalla costruzione di spazi di ascolto sicuri, in cui i minori possano chiedere aiuto senza timore di stigma.
Fonti:
FBI
Interpol
National Center for Missing & Exploited Children