Photo by MART PRODUCTION on www.pexels.com
di Elena Manzi
Negli ultimi mesi, un caso ha sconvolto l’opinione pubblica: una ragazza si è ritrovata vittima di un contenuto pornografico che la ritraeva in pose intime, ma quelle immagini non erano reali. Erano state generate artificialmente: qualcuno aveva manipolato le sue foto con l’intelligenza artificiale, sovrapponendo il suo volto a un corpo nudo.
Un episodio che, purtroppo, non è isolato e riapre un interrogativo fondamentale: la legge italiana è pronta a tutelare le vittime dei deepfake a contenuto sessuale?
La nuova frontiera del revenge porn
Si parla di deepfake pornografico quando un’immagine o un video viene alterato digitalmente per rappresentare una persona in contesti sessualmente espliciti che non corrispondono alla realtà.
In molti casi, la finalità è umiliare, ricattare o diffamare la vittima: la stessa dinamica del revenge porn, ma con un salto tecnologico ancora più inquietante.
Oggi, chiunque con pochi click può utilizzare software gratuiti per generare immagini false ma credibili.
Il danno, però, è reale: alla reputazione, alla dignità e alla vita privata.
Cosa dice la legge italiana
La normativa attualmente in vigore – l’art. 612-ter del Codice Penale – punisce la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, anche se originariamente acquisiti con consenso.
La pena prevista è la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro, con aggravanti se il fatto è commesso dal partner, online o ai danni di minori.
Tuttavia, questa disposizione non copre espressamente la creazione di contenuti sintetici, come i deepfake.
La condotta potrebbe essere perseguita attraverso altri strumenti normativi – come la diffamazione, il trattamento illecito di dati personali, o la lesione dell’immagine – ma il vuoto normativo resta evidente.
Perché serve un aggiornamento legislativo
Il diritto penale tradizionale fatica a tenere il passo della tecnologia.
La creazione di immagini sintetiche di tipo pornografico, anche senza diffusione, rappresenta una violazione gravissima della sfera personale che la legge dovrebbe riconoscere come autonoma fattispecie di reato.
Diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Corea del Sud, stanno già introducendo norme specifiche contro i “deepfake porn” o le immagini intime sintetiche non consensuali (Non-Consensual Synthetic Intimate Imagery).
In Italia, invece, il tema è ancora affidato all’interpretazione giurisprudenziale.
Le tutele possibili per la vittima
Chi si trova coinvolto in un episodio di questo tipo può:
- sporgere querela alle autorità competenti;
- chiedere la rimozione immediata dei contenuti dai motori di ricerca e dalle piattaforme digitali;
- avviare un’azione civile per risarcimento dei danni alla reputazione e alla dignità;
- nei casi più gravi, ottenere misure cautelari per impedire la diffusione del materiale.
Inoltre, è sempre attivo il numero 1522, servizio nazionale gratuito di ascolto e supporto alle vittime di violenza e stalking.
L’urgenza di una consapevolezza digitale
L’intelligenza artificiale non è, di per sé, il problema.
Lo diventa quando viene utilizzata come arma per distruggere la reputazione e la libertà personale.
Serve una maggiore consapevolezza, un intervento legislativo mirato e una rete di supporto immediata per chi subisce questo tipo di violenza.
Perché la dignità di una persona non può essere ricreata né manipolata artificialmente.
✍️ A cura dell’Avv. Elena Manzi
Studio Legale Manzi
Fonti
Legge 19 luglio 2019, n. 69 (“Codice Rosso”) – Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, testo ufficiale della legge che introduce l’art. 612-ter nel Codice Penale. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/07/25/19G00076/sg
Art. 612-ter c.p. – Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti – Commento normativo aggiornato. Disponibile su: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art612ter.html
Avvocloud. (2024). Il reato di revenge porn: definizione, sanzioni e tutela delle vittime. Disponibile su: https://avvocloud.net/blog/diritto-penale/reato-revenge-porn
Studio Legale Del Lalla. (2023). Codice Rosso: profili salienti e criticità della legge n. 69/2019. Disponibile su: https://www.studiolegaledelalla.it/codice-rosso-legge-n-69-2019/
Caletti, M. (2023). La prima pronuncia di legittimità sull’art. 612-ter c.p. – Sistema Penale. Disponibile su: https://www.sistemapenale.it/it/scheda/caletti-la-prima-pronuncia-di-legittimita-sullart-612-ter-cp
Reuters. (2025, 7 gennaio). Britain to make sexually explicit ‘deepfakes’ a crime. Disponibile su: https://www.reuters.com/world/uk/britain-make-sexually-explicit-deepfakes-crime-2025-01-07/
UK Government. (2025, gennaio). Government crackdown on explicit deepfakes. Disponibile su: https://www.gov.uk/government/news/government-crackdown-on-explicit-deepfakes
Reuters. (2024, 26 settembre). South Korea to criminalise watching or possessing sexually explicit deepfakes. Disponibile su: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/south-korea-criminalise-watching-or-possessing-sexually-explicit-deepfakes-2024-09-26/
Reuters. (2024, 30 agosto). Why South Korea is on high alert over deepfake sex crimes. Disponibile su: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/why-south-korea-is-high-alert-over-deepfake-sex-crimes-2024-08-30/
The Guardian. (2024, 28 agosto). South Korea battles surge of deepfake pornography after thousands found to be spreading images. Disponibile su: https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/28/south-korea-deepfake-porn-law-crackdown