Un ecosistema tossico e radicato online
Pochi giorni dopo lo scandalo “Mia Moglie”, i riflettori mediatici si sono spostati su un’altra realtà ancora più vasta e inquietante: il forum Phica.net, attivo fin dal 2005 e rimasto a lungo nell’ombra. A differenza del gruppo Facebook, questo sito non era un fenomeno circoscritto ma un ecosistema radicato, capace di attirare centinaia di migliaia di utenti e decine di milioni di visite al mese. Per vent’anni Phica è stato un luogo in cui venivano condivise fotografie non consensuali di donne di ogni età e provenienza – partner, colleghe, conoscenti, persino figure pubbliche. Ogni immagine diventava pretesto per volgarità, insulti sessisti, fotomontaggi offensivi e perfino istigazioni allo stupro. Ci si trovava di fronte a una sottocultura misogina online che, come nel caso delle comunità incel, ha trovato in rete uno spazio di legittimazione e amplificazione dell’odio.
Metamorfosi di un forum: da pornografia amatoriale ad archivio tossico
La parabola di Phica è indicativa: nato come forum di pornografia amatoriale apparentemente lecita, si è rapidamente trasformato in un archivio tossico di abusi, con migliaia di thread che schedavano donne senza alcuna tutela o consenso. Nel tempo si è costruita una comunità complice, organizzata in sezioni e sottogruppi, capace di perpetuare una violenza sistematica resa invisibile dalla scarsa attenzione istituzionale. Per anni, nonostante denunce sporadiche e appelli pubblici, il sito è rimasto online protetto da server collocati all’estero e dall’anonimato dei suoi gestori. La percezione di essere intoccabile ha favorito la proliferazione di contenuti sempre più gravi, trasformando Phica in un emblema della tolleranza digitale verso la misoginia strutturata. Soltanto dopo quasi vent’anni, il vaso di Pandora è stato scoperchiato, rivelando pubblicamente l’orrore normalizzato all’interno di quel “rifugio” virtuale.
La chiusura sotto pressione nell’agosto 2025
Il collasso di Phica arriva solo nell’agosto 2025, sulla scia dello scandalo “Mia Moglie” e della mobilitazione che ne è seguita. Una petizione online per chiudere il forum raccoglie oltre 140.000 firme in pochi giorni. Nel frattempo le denunce alla Polizia Postale si moltiplicano, coinvolgendo anche figure pubbliche di primo piano: dalle più alte cariche istituzionali a professioniste, giornaliste e artiste indignate nell’aver scoperto loro foto sul sito. L’impatto mediatico costringe i gestori di Phica ad annunciare la chiusura del sito. Un comunicato, apparso il 28 agosto, avvisa della rimozione di tutti i contenuti e parla di “persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito originario”. Questo tono, quasi a scaricare la colpa su alcuni utenti “scorretti”, suona come un tardivo tentativo di autoassoluzione. La cancellazione di Phica, presentata dai gestori come scelta volontaria per “grande dispiacere”, è in realtà il risultato della pressione sociale, politica e investigativa che ha travolto il forum. In pochi giorni, quello che sembrava un fortino inespugnabile della misoginia online è crollato sotto il peso delle proteste pubbliche e delle indagini avviate.
Strumenti legali e sfide normative
Dal punto di vista normativo, la vicenda mette in luce la necessità di applicare con maggior rigore gli strumenti già disponibili contro la violenza digitale. La diffusione non consensuale di immagini può configurare diversi reati: revenge porn (art. 612-ter c.p.), diffamazione aggravata (art. 595 co. 3 c.p.) e persino istigazione a delinquere (art. 414 c.p.) per i frequenti inviti alla violenza emersi sul forum. Inoltre, pratiche di questo genere violano il GDPR (in quanto trattamento illecito di dati personali) e le disposizioni del nuovo Digital Services Act (DSA) europeo sulla moderazione dei contenuti illegali online. Si delinea quindi un intreccio di norme che richiede coordinamento tra autorità italiane ed europee per perseguire efficacemente sia i gestori sia gli utenti, anche quando operano da giurisdizioni estere. Proprio la natura internazionale di Phica, con server fuori dall’Italia, ha reso difficile per anni la sua chiusura, evidenziando i limiti dell’attuale cooperazione digitale transnazionale. Questa vicenda sottolinea la necessità di rafforzare i meccanismi sovranazionali di contrasto e l’importanza di aggiornare continuamente le leggi affinché internet non diventi un far west dell’impunità.
Indagini digitali e sospetti di estorsione
Sul fronte delle indagini, la digital forensics gioca un ruolo centrale nel caso Phica. Le autorità stanno lavorando sull’acquisizione dei database del forum, che contengono log di accesso, indirizzi IP, cronologia dei post e metadati delle immagini. Questi elementi potranno permettere di risalire agli amministratori e agli utenti più attivi, anche a coloro che hanno tentato di cancellare in extremis le proprie tracce digitali. La corretta catena di custodia delle prove, la loro conservazione e l’analisi forense dei dispositivi sequestrati saranno determinanti per stabilire responsabilità individuali in sede penale. In parallelo, gli inquirenti stanno approfondendo un ulteriore inquietante aspetto: diverse testimonianze riportano che le vittime ricevevano richieste di denaro per rimuovere le proprie foto dal sito, una pratica assimilabile all’estorsione digitale. Alcune donne hanno riferito di veri e propri “pacchetti di rimozione” a pagamento, con richieste fino a 2.000 euro, spesso in criptovalute. Questo dettaglio rafforza l’ipotesi che dietro Phica potesse esserci un vero sistema criminale organizzato, non semplicemente un forum “mal gestito” da alcuni amministratori irresponsabili. Le indagini in corso, che hanno già portato a identificare un sospetto amministratore italiano, dovranno chiarire la catena di comando e l’eventuale rete di complici che hanno permesso al sito di prosperare così a lungo.
Una cultura misogina che resiste online
Phica.net non è stato un caso isolato, ma il simbolo di una sottocultura che unisce voyeurismo, odio di genere e complicità anonima. La sua chiusura, per quanto significativa, non elimina il problema alla radice. Il vasto materiale diffuso negli anni potrebbe riemergere altrove, e le comunità tossiche che lo alimentavano possono facilmente ricompattarsi su altre piattaforme – dal dark web a nuovi forum meno visibili, fino a gruppi chiusi sui social. Emblematico, ad esempio, il caso di “Mia Moglie 2”, un nuovo gruppo privato su Facebook con oltre ottomila iscritti emerso subito dopo il clamore mediatico: qui gli utenti hanno proseguito imperterriti a scambiarsi foto di mogli e compagne ignare, spostando le condivisioni su canali più discreti come Messenger o Telegram. In sostanza, la violenza digitale di genere non è un fenomeno marginale, ma una minaccia sociale strutturata che richiede risposte all’altezza della sfida. Servono strumenti legali più agili e cooperazione internazionale, tecniche investigative avanzate e – soprattutto – un profondo cambiamento culturale. Solo così sarà possibile contrastare efficacemente queste derive online e affermare che lo spazio digitale non può essere un rifugio sicuro per l’odio e la violenza.
Fonti
- Gennaro Tortorelli, L’Espresso – “Dal 2005 esiste un forum uguale al gruppo ‘Mia Moglie’, ma molto peggiore e con oltre 700 mila iscritti”, 27 agosto 2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: espresso.repubblica.it
- Redazione ANSA – “Chiude il sito sessista, ‘rimuoviamo tutti i contenuti’. Portale di condivisione usato in maniera scorretta”, 28 agosto 2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: ansa.it
- Piermario Boccellato, Key4biz – “Titolare di Phica.net, indagini su un 45enne italiano, residente a Firenze”, 2 settembre 2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: key4biz.it
- Fulvio Fiano & Rinaldo Frignani, Corriere della Sera – “Un racket dietro i siti sessisti: il tariffario dell’organizzazione, chiesti anche 2mila euro per rimuovere le immagini”, 2 settembre 2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: corriere.it
- Roberta Polese, Corriere del Veneto – “Siti sessisti, spunta una nuova pagina: ‘Ho trovato Mia Moglie 2… 8mila iscritti e commenti choc’”, 4 settembre 2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: corriere.it
- Mary Galati, Change.org – Petizione “Chiediamo la chiusura del sito Phica.eu per diffusione non consensuale di materiale intimo”, 2023–2025. Link consultato l’ultima volta il 1 settembre 2025: change.org