Photo by Ivan Samkov on <a href="https://www.pexels.com/photo/young-boy-with-woman-taking-a-selfie-4624962/" rel="nofollow">Pexels.com</a>
di Redazione
Essere genitori nell’era digitale significa affrontare un panorama di minacce in continua evoluzione. Le tecnologie avanzano rapidamente e con esse emergono nuovi pericoli. Tra questi: adescamento online, sextortion, cyberbullismo, deepfake sessuali e truffe affettive.
I figli adolescenti si muovono in spazi digitali che gli adulti spesso non conoscono o non frequentano: Discord, Telegram, TikTok, server di gaming e app in apparenza innocue possono diventare luoghi dove si annida pericolo. Rimanere aggiornati significa comprendere questi ambienti, imparare il loro linguaggio e le dinamiche che vi si sviluppano.
Un ruolo attivo dei genitori è cruciale: informarsi sulle nuove tendenze e piattaforme, seguire corsi di educazione digitale, confrontarsi con scuole, esperti e altri adulti. Ma soprattutto aprire un dialogo costante con i figli. Non per spiarli, ma per accompagnarli. I ragazzi devono sapere che in caso di dubbio o paura, c’è un adulto informato a cui potersi rivolgere.
Occorre inoltre parlare apertamente con i figli dei rischi reali: spiegare cosa sono i deepfake, che tipo di truffe possono colpire i più giovani, perché certi contenuti condivisi in privato possono trasformarsi in armi di ricatto. L’educazione digitale non è più un’opzione, ma una responsabilità educativa imprescindibile.
Anche l’esempio conta: genitori attenti alla propria privacy digitale, consapevoli dei rischi online, che non banalizzano le esperienze digitali dei figli, sono i primi alleati di una generazione più resiliente e consapevole.
In un mondo in cui anche una foto del profilo può essere manipolata, un messaggio privato usato per un ricatto, e una voce clonata per estorcere denaro, l’aggiornamento costante è l’unico antivirus davvero efficace. I figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di adulti presenti, informati e pronti ad agire.