di Redazione
La violenza non è sempre evidente. A volte si insinua nei messaggi, nelle app di localizzazione, nei silenzi forzati e nella pressione invisibile che si esercita tramite lo smartphone. Parliamo di manipolazione emotiva digitale, una forma di abuso sottile ma devastante, che può danneggiare l’autonomia, la lucidità e persino la sicurezza fisica di chi la subisce.
Nel 2025, il confine tra vita emotiva e presenza online è praticamente svanito. Per questo è fondamentale riconoscere i segnali, capire quando non si tratta più di “gelosia”, ma di controllo coercitivo, e sapere come intervenire.
Ti isola. Ti controlla. Ti svuota.
La manipolazione digitale inizia spesso in modo graduale, mascherata da affetto o preoccupazione. Ma dietro l’apparenza si nasconde un progetto chiaro: isolarti dagli altri, indebolire la tua rete relazionale, tagliare i tuoi riferimenti.
Ti invita a eliminare certi contatti, a non parlare più con chi ti vuole bene, a uscire dai gruppi in cui ti sentivi accolta. Ogni decisione sembra tua, ma in realtà risponde a un’unica regola: non deve esserci nessuno tra te e lui.
Poi arriva il monitoraggio. La tua posizione, i tuoi accessi, le tue reazioni. Se non rispondi subito, vieni accusata. Se disattivi la geolocalizzazione, diventi sospetta. Se metti un like o un commento sbagliato, ti viene chiesto di cancellarlo. Tutto questo non ha nulla a che fare con la fiducia. È controllo, potere, dominio.
Gaslighting digitale: farti dubitare di te
Una delle armi più insidiose è il gaslighting. Ti dice che hai frainteso. Ti assicura di non aver mai scritto certe cose, anche se hai lo screenshot davanti. Ti convince che sei tu a esagerare, a ricordare male, a creare problemi. In breve tempo, inizi a dubitare delle tue percezioni, delle tue emozioni, della tua memoria.
E se provi a difenderti, ecco che arriva l’umiliazione. Nei gruppi, nei messaggi, con gli amici in comune. A volte pubblicamente, a volte in modo passivo-aggressivo. Usa i tuoi contenuti contro di te, travisandoli, minacciando di divulgarli, magari giocando con il tuo senso del pudore o della dignità.
Tutto questo è cyberviolenza. E non è mai “scherzo”.
Non è amore, è controllo coercitivo
La manipolazione emotiva, anche quando avviene in forma digitale, è oggi riconosciuta da molti ordinamenti giuridici come una forma di violenza domestica o relazionale. In Italia non esiste ancora una norma specifica sul coercive control, ma il concetto è chiaro anche per la giurisprudenza: quando una persona ti fa sentire costantemente in colpa, in difetto o sotto sorveglianza, non sei in una relazione, sei in una gabbia.
E da questa gabbia si può uscire.
Gli strumenti che puoi usare, da subito
Non serve essere esperte di tecnologia per iniziare a proteggersi. È sufficiente qualche azione consapevole.
Per prima cosa, disattiva la condivisione della posizione in tempo reale su WhatsApp o nelle impostazioni del telefono. Nessuno ha il diritto di sapere dove sei ogni minuto della tua giornata.
Poi, attiva sempre l’autenticazione a due fattori su tutti i tuoi account: social, email, app di messaggistica. È un modo semplice per evitare che qualcuno possa accedere ai tuoi spazi privati senza il tuo consenso.
Infine, inizia a salvare tutte le conversazioni rilevanti, specialmente quelle in cui ti senti manipolata, minacciata o sminuita. Puoi usare strumenti come ProofMode su Android per acquisire prove digitali con valore forense, oppure esportare le chat in PDF o eseguire backup cifrati con iMazing (su Mac o PC).
Un altro consiglio importante: non condividere mai il dispositivo con chi ti manipola. Se possibile, usa un altro telefono o computer per salvare i tuoi dati, magari con una sessione ospite o in modalità privata.
E ricorda: non cancellare nulla. Anche i messaggi più banali possono rivelare, nel loro insieme, un pattern di controllo sistematico.
Uscire dal ciclo del controllo. Sì, puoi farlo
Chi ti controlla vuole farti credere che non puoi farne a meno. Che non sei capace. Che nessuno ti crederà. Ma non è vero. Non sei sola. E non sei tu il problema.
Se stai vivendo una situazione simile, parlane con una persona di fiducia. Rivolgiti a uno sportello anti-violenza. Salva questo articolo, anche solo per averlo nel momento in cui ti sentirai pronta a reagire.
La manipolazione digitale non è amore. Non è normale. Non è colpa tua.
Hai bisogno di aiuto?
Qui, sul nostro sito www.donneconloscudo.com trovi risorse pratiche, piccole guide tecniche per proteggerti, oltre ai contatti per ricevere un primo supporto digitale, psicologico e legale.
Se ti senti in pericolo, puoi chiamare il numero nazionale antiviolenza 1522, attivo h24, anche via chat.
La tua libertà vale. La tua mente è lucida. La tua vita è tua.
E anche nel digitale, hai diritto a non essere manipolata.
Fonti:
1. Psicologia, abuso relazionale e controllo coercitivo
Evan Stark, Coercive Control: How Men Entrap Women in Personal Life
Oxford University Press
Opera fondamentale che ha definito il concetto di controllo coercitivo, oggi riconosciuto anche da diversi ordinamenti giuridici.
World Health Organization (2021), Violence Against Women Prevalence Estimates, 2018
https://www.who.int/publications/i/item/9789240022256
Dati e analisi aggiornati sulle forme di violenza contro le donne, con riferimenti alle dimensioni tecnologiche.
American Psychological Association (APA), Gaslighting and Emotional Abuse (2023)
https://www.apa.org/news/press/releases/stress/2023/gaslighting-definition
Approfondimenti sulle dinamiche psicologiche del gaslighting e sugli effetti dell’abuso emotivo online.
2. Criminologia e cyberviolenza
European Institute for Gender Equality (EIGE), Cyber violence against women and girls (2023)
https://eige.europa.eu/publications/cyber-violence-against-women
Studio completo sulle forme di cyberviolenza a danno delle donne e delle ragazze nell’Unione Europea.
UN Women – UNODC, Measuring cyberviolence against women (2021)
https://www.unwomen.org/en/digital-library/publications/2021/03/measuring-cyberviolence-against-women
Strumento di misurazione e classificazione della cyberviolenza con indicatori e linee guida operative.
3. Sicurezza digitale e digital forensics
NIST – National Institute of Standards and Technology, SP 800-63B: Digital Identity Guidelines (2023)
https://pages.nist.gov/800-63-3/sp800-63b.html
Standard tecnico ufficiale per la protezione degli account digitali e l’autenticazione a più fattori.
Scientific Working Group on Digital Evidence (SWGDE), Best Practices for the Preservation of Digital Evidence
https://www.swgde.org/documents
Linee guida per garantire la validità delle prove digitali nei procedimenti legali.
ENISA – European Union Agency for Cybersecurity, Cybersecurity Guide for Individuals at Risk (2024)
https://www.enisa.europa.eu/topics/csirt-cert-services/guidance-individuals-at-risk
Guida per la protezione personale nel contesto di minacce informatiche mirate e relazionali.
4. Aspetti legali
Law Commission of England and Wales, Controlling or Coercive Behaviour in an Intimate or Family Relationship (2015)
https://www.lawcom.gov.uk/document/controlling-or-coercive-behaviour-in-intimate-relationships
Documento che ha posto le basi per la criminalizzazione del controllo coercitivo nel Regno Unito.
Consiglio d’Europa, Convenzione di Istanbul
https://www.coe.int/en/web/istanbul-convention/text-of-the-convention
Testo normativo europeo per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne, inclusa quella psicologica e tecnologica.
5. Strumenti forensi e app consigliate
ProofMode – Guardian Project
https://guardianproject.info/apps/proofmode/
App open-source per l’acquisizione di immagini, video e metadati con valore probatorio.
iMazing – DigiDNA
https://imazing.com/
Software professionale per l’esportazione sicura e il backup forense dei dati da dispositivi iOS.