L’evoluzione delle tecnologie immersive, come la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR), ha ridefinito il modo in cui interagiamo nel mondo digitale, permettendo agli utenti di vivere esperienze tridimensionali con un livello di realismo senza precedenti. Tuttavia, questa trasformazione ha introdotto nuove forme di abuso e molestia, favorite proprio dalla capacità di queste piattaforme di simulare ambienti altamente coinvolgenti e di abbattere le barriere tra fisico e digitale
Le minacce e le molestie nei mondi “virtuali”: il volto oscuro della social VR
Le piattaforme di social VR, come VRChat e Rec Room, permettono agli utenti di interagire attraverso avatar che riproducono fedelmente movimenti ed espressioni facciali in tempo reale. Se da un lato questa rappresentazione virtuale del corpo amplifica il senso di presenza e realismo, dall’altro ha dato origine a nuove forme di minacce, note come minacce cibernetiche incarnate. Tra queste rientrano comportamenti quali insulti verbali, “palpeggiamenti” virtuali e altre molestie che, pur avvenendo in ambienti digitali, possono generare un impatto psicologico profondo sull’utente. La natura immersiva della VR intensifica la percezione di tali abusi, rendendoli più invasivi rispetto alle tradizionali interazioni online. Studi recenti hanno evidenziato come le aggressioni virtuali possano provocare effetti comparabili a quelli di un trauma reale, sollevando interrogativi urgenti sulla tutela della sicurezza e del benessere degli utenti nelle nuove realtà digitali.
Le implicazioni psicologiche delle molestie virtuali
Le esperienze negative in ambienti virtuali possono provocare traumi reali. Emblematico il caso di un’adolescente britannica che ha riferito di essere stata vittima di un’aggressione sessuale di gruppo nel metaverso. Sebbene l’evento sia avvenuto in un contesto virtuale, la giovane ha riportato un trauma emotivo significativo, sollevando interrogativi su come tali esperienze possano influenzare il benessere psicologico e su come il sistema legale debba affrontare questi nuovi tipi di reati. La psicologia cognitiva evidenzia come l’immersione totale e l’identificazione con l’avatar possano rendere l’esperienza di molestie virtuali altrettanto impattante quanto una molestia fisica nella realtà. L’impatto emotivo delle molestie in realtà virtuale è significativamente più intenso rispetto a quello delle interazioni digitali tradizionali. L’uso di un visore VR, infatti, amplifica il senso di presenza e immersione, facendo sì che il cervello percepisca l’esperienza come reale. Studi sulla psicologia della realtà virtuale evidenziano come l’identificazione con l’avatar e l’assenza di barriere fisiche rendano le aggressioni virtuali particolarmente invasive, con effetti che possono includere ansia, paura persistente e sintomi da stress post-traumatico (PTSD). Questo solleva la necessità di un approccio più strutturato alla protezione degli utenti, combinando supporto psicologico, normative giuridiche specifiche e strumenti tecnologici avanzati per prevenire e contrastare questi fenomeni. Studi sperimentali nel campo della realtà virtuale applicata alla psicoterapia hanno dimostrato che l’esposizione ripetuta a scenari stressanti in VR può causare sintomi di ansia e disturbo post-traumatico da stress (PTSD), evidenziando l’urgenza di regolamentare tali ambienti.
Le sfide legali e la raccolta di prove digitali
L’aumento delle molestie negli ambienti di realtà virtuale pone sfide giuridiche complesse. L’assenza di una normativa specifica per i reati commessi in contesti virtuali rende ardua l’identificazione e il perseguimento dei responsabili. Le autorità si trovano a dover adattare disposizioni giuridiche preesistenti a scenari digitali in continua evoluzione, dove il confine tra realtà e simulazione diventa sempre più labile.
Un ulteriore ostacolo riguarda l’acquisizione e la preservazione delle prove in ambito forense. La maggior parte delle piattaforme VR non registra automaticamente le interazioni tra utenti, rendendo difficile raccogliere evidenze digitali affidabili di un’aggressione virtuale. Per ovviare a questa lacuna, alcuni ricercatori stanno sviluppando soluzioni avanzate di logging, in grado di generare registrazioni crittografate e non alterabili delle interazioni digitali, fornendo così strumenti più efficaci per le indagini forensi.
Cybersecurity e vulnerabilità delle piattaforme VR
L’integrazione della realtà virtuale introduce nuove superfici di attacco nel panorama della sicurezza informatica. Tra le minacce più insidiose vi sono l’hijacking degli avatar, che consente a un attore malevolo di assumere il controllo dell’identità virtuale di un utente per compiere azioni illecite o intimidatorie, e il phishing immersivo, una sofisticata tecnica di ingegneria sociale che sfrutta ambienti virtuali per indurre le vittime a rivelare informazioni sensibili o credenziali di accesso. Studi recenti hanno evidenziato vulnerabilità critiche nei motori grafici più diffusi, come Unity e Unreal Engine, che potrebbero essere sfruttate per manipolare le interazioni virtuali o compromettere la sicurezza degli utenti.
Per mitigare tali rischi, è fondamentale adottare strategie di difesa avanzate, tra cui l’autenticazione a più fattori per l’accesso agli ambienti VR, la tracciabilità delle sessioni utente e il monitoraggio delle comunicazioni tra avatar. I principali sviluppatori di piattaforme stanno già implementando meccanismi di protezione, come le safe bubbles, che impediscono l’eccessiva vicinanza tra avatar, e la registrazione temporanea delle interazioni a fini di moderazione e sicurezza.
Tecnologia ed educazione contro le molestie in VR
Paradossalmente, le stesse tecnologie che favoriscono le molestie possono essere impiegate per contrastarle. Progetti innovativi, come Engine, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sfruttano la realtà aumentata per sensibilizzare gli utenti sulla violenza di genere. Attraverso esperienze immersive, gli utenti possono comprendere in modo diretto e coinvolgente l’impatto psicologico delle discriminazioni e delle molestie, promuovendo comportamenti più rispettosi e consapevoli. Iniziative di questo tipo dimostrano il potenziale educativo della realtà virtuale nel modellare dinamiche sociali più sicure e inclusive.
Le sfide per gli sviluppatori e il futuro della sicurezza in VR
Gli sviluppatori di ambienti VR devono bilanciare la necessità di garantire la sicurezza degli utenti con il mantenimento di un’esperienza fluida e coinvolgente. L’assenza di standard condivisi tra le varie piattaforme complica ulteriormente la protezione degli utenti, rendendo difficoltoso l’uso di strumenti come il blocco o la segnalazione di molestatori, specialmente in ambienti virtuali affollati. Inoltre, i meccanismi attuali per raccogliere prove di abusi risultano spesso inefficaci e poco intuitivi.
Parallelamente, le aziende che operano nel settore VR devono affrontare ostacoli di natura tecnologica, finanziaria e normativa nell’implementazione di soluzioni di sicurezza più sofisticate. L’urgenza di un quadro regolamentare chiaro e di linee guida tecniche condivise appare sempre più evidente, affinché la sicurezza degli utenti possa essere garantita in maniera uniforme su tutte le piattaforme.
Conclusioni
L’intersezione tra innovazione tecnologica e comportamento umano ha generato nuove sfide nel campo della sicurezza digitale. Le molestie negli ambienti di realtà virtuale rappresentano un problema complesso, che richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo esperti di cybersecurity, psicologi, giuristi, sviluppatori e formatori. Solo attraverso la collaborazione tra questi attori sarà possibile costruire ecosistemi digitali più sicuri, capaci di garantire un’esperienza immersiva priva di minacce e abusi.
Fonti:
Un caso di aggressione sessuale nel metaverso solleva interrogativi sul futuro dei processi legali per crimini virtuali”
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“Metaverso e cybersecurity: quali sono le sfide e come affrontarle”
ZeroUnoWeb, pubblicato il 5 gennaio 2023. Disponibile su: https://www.zerounoweb.it/techtarget/searchsecurity/metaverso-e-cybersecurity-quali-sono-le-sfide-e-come-affrontarle/
“Molestie sessuali: la realtà virtuale per superarne il trauma”
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“Metaverso e diritto: profili giuridici della nuova realtà virtuale”
Diritto.it, pubblicato il 15 dicembre 2021. Disponibile su: https://www.diritto.it/metaverso-diritto-profili-giuridici-nuova-realta/
“Exploring Proactive Interventions toward Harmful Behavior in Embodied Virtual Spaces”
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“Il sexual harassment online: la realtà aumentata nuova frontiera di molestie”
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“Le sfide per la cybersecurity nell’era del Metaverso”
Automazione News, pubblicato il 10 maggio 2021. Disponibile su: https://www.automazionenews.it/le-sfide-per-la-cybersecurity-nellera-del-metaverso/
“Web, violenza online, danno psichico ed esistenziale”
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“Molestie nella realtà virtuale: impatto psicologico, rischi di cybersecurity e sfide legali nel metaverso”
The Vision, pubblicato il 15 marzo 2022. Disponibile su: https://thevision.com/attualita/violenza-donne-metaverso/
“Violenza sessuale in rete: è ora di renderla perseguibile”
Agenda Digitale, pubblicato il 10 gennaio 2022. Disponibile su: https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/violenza-sessuale-in-rete-e-ora-di-renderla-perseguibile/
“Metaverso e cybersecurity: quali sfide per il futuro?”
Diritto al Digitale, pubblicato il 13 giugno 2022. Disponibile su: https://dirittoaldigitale.com/2022/06/13/metaverso-cybersecurity/
“Come affrontare le sfide dei crimini virtuali”
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“Le sfide dell’intelligenza artificiale per la professione e gli studi legali”
Data Manager, pubblicato il 27 settembre 2024. Disponibile su: https://www.datamanager.it/2024/09/le-sfide-dellintelligenza-artificiale-per-la-professione-e-gli-studi-legali/
“AI e cybercrime: il quadro italiano, le sfide per il 2025”
Security Open Lab, pubblicato il 3 febbraio 2025. Disponibile su: https://www.securityopenlab.it/news/4555/ai-e-cybercrime-il-quadro-italiano-le-sfide-per-il-2025.html
“Cyberbullismo: impatti psicologici e strategie di prevenzione”