di Redazione
Uno degli aspetti meno visibili ma più problematici della violenza digitale è la cosiddetta vittimizzazione secondaria. Questo fenomeno si verifica quando una persona che denuncia un abuso online subisce ulteriori forme di stress o delegittimazione durante il processo di segnalazione, investigazione o discussione pubblica dell’episodio.
Nel contesto digitale, la vittimizzazione secondaria può assumere forme specifiche. Le vittime sono spesso chiamate a dimostrare la veridicità delle proprie affermazioni fornendo screenshot, cronologie di conversazione o prove tecniche difficili da raccogliere. Questo processo può essere emotivamente logorante, soprattutto quando la persona è già stata esposta a molestie o minacce online.
Nel 2026 la questione è particolarmente rilevante per le donne che lavorano o partecipano attivamente allo spazio pubblico digitale. Giornaliste, ricercatrici, attiviste e professioniste con visibilità online raccontano spesso di essere costrette a “difendere la propria credibilità” oltre che a denunciare l’abuso.
La vittimizzazione secondaria può manifestarsi anche attraverso commenti che minimizzano la gravità dell’accaduto o che suggeriscono implicitamente che la vittima avrebbe potuto evitare l’attacco modificando il proprio comportamento online. Questo tipo di reazione sposta l’attenzione dall’aggressore alla persona colpita.
Dal punto di vista pratico, è fondamentale che le piattaforme e le istituzioni sviluppino procedure di segnalazione più semplici e sensibili al contesto emotivo delle vittime. Alcuni sistemi stanno introducendo strumenti che consentono di archiviare automaticamente prove digitali o di segnalare contenuti senza doverli rivedere ripetutamente.
Anche il supporto sociale gioca un ruolo importante. Quando una persona che subisce violenza online riceve ascolto e riconoscimento, il rischio di isolamento diminuisce e diventa più probabile che scelga di denunciare l’abuso.
La lotta alla violenza digitale non riguarda solo l’eliminazione dei contenuti offensivi, ma anche la creazione di ambienti in cui le vittime possano parlare senza subire ulteriori forme di pressione o delegittimazione.
Fonti
European Union Agency for Fundamental Rights. Violence Against Women Online, 2025.
UN Women. Technology-Facilitated Violence Report, 2025.
Council of Europe. Cyber Violence and Victim Protection Study, 2025.