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Aumento dei deepfake non consensuali nel 2024

Nel 2024, l’uso dei deepfake non consensuali ha registrato un incremento drammatico, diventando una delle forme più insidiose di abuso digitale contro le donne. Il progresso delle tecnologie di intelligenza artificiale, che consente la creazione e la diffusione di contenuti manipolati con una fedeltà visiva sempre maggiore, ha reso questi strumenti accessibili a un pubblico vasto e potenzialmente malevolo. Le donne restano le principali vittime di questo fenomeno, con gravi ripercussioni sulla loro integrità personale, professionale e sociale.

I dati raccolti dall’Osservatorio Violenza sulle Donne e da Equality Now dipingono un quadro preoccupante: l’Italia ha registrato un incremento significativo nel numero di casi di deepfake a sfondo sessuale, mentre a livello globale si è assistito a una crescita del 550% tra il 2019 e il 2024​. (Fonti: Osservatorio Violenza sulle Donne ed Equality Now).

Implicazioni per le vittime: una violenza invisibile ma devastante

Le implicazioni psicologiche per le vittime di deepfake non consensuali sono devastanti. L’esperienza di vedere la propria immagine manipolata e diffusa in contesti sessualmente espliciti porta a traumi psicologici profondi, spesso aggravati dall’impossibilità di ripristinare la propria reputazione. Molte vittime segnalano la sensazione di impotenza e isolamento, in quanto il danno causato da questi video è difficilmente reversibile, e le risposte legali e tecniche sono spesso lente o inefficaci.

Dal punto di vista sociale, i deepfake contribuiscono a perpetuare la cultura della violenza di genere online, riducendo le donne a oggetti sessuali manipolabili e alimentando il clima di terrore e intimidazione che caratterizza la vita digitale di molte di loro. Questo fenomeno mina non solo la fiducia delle vittime nei confronti della tecnologia, ma anche quella del pubblico, generando una pericolosa erosione della sicurezza percepita nelle piattaforme digitali.

Dati e andamento del fenomeno nel 2024.

Andamento in Italia (Gennaio – Settembre 2024)

L’Italia ha registrato un preoccupante incremento dei casi di deepfake non consensuali nel 2024. Come illustrato nel grafico, il numero di incidenti è aumentato da 100 casi in gennaio a 600 casi in settembre, un segnale chiaro della diffusione di questa forma di abuso digitale sul territorio nazionale.

Andamento globale (Gennaio – Settembre 2024)

A livello globale, l’aumento è ancora più marcato. I casi sono passati da 1500 a gennaio a 5000 a settembre, dimostrando la crescente capacità di questa tecnologia di colpire le donne in ogni parte del mondo, e l’insufficienza delle misure di contrasto fino ad oggi adottate.

Proposte di Intervento e raccomandazioni per il futuro

Nonostante l’ampiezza del problema, esistono diverse strategie che, se adottate con decisione e tempestività, possono contribuire a contenere la diffusione dei deepfake non consensuali e proteggere le vittime.

  1. Educazione e sensibilizzazione pubblica: Una delle prime azioni necessarie è investire in programmi di educazione digitale, mirati a sensibilizzare il pubblico su cosa siano i deepfake e quali rischi comportano. Una conoscenza diffusa del fenomeno può ridurre il consumo inconsapevole di contenuti falsi e promuovere una cultura di responsabilità collettiva nell’identificare e segnalare gli abusi.
  2. Supporto legale e psicologico alle vittime: Le vittime di deepfake non consensuali necessitano di assistenza multidisciplinare. In primo luogo, devono poter contare su un supporto legale rapido ed efficace che permetta la rimozione tempestiva dei contenuti e la punizione dei responsabili. In secondo luogo, il supporto psicologico è essenziale per affrontare i traumi derivanti da questo tipo di violenza. Associazioni come la nostra Donne con lo Scudo già nota in Italia e iniziative globali come #MyImageMyChoice svolgono un ruolo fondamentale in questo ambito.
  3. Sviluppo di tecnologie di rilevamento e prevenzione: Le piattaforme digitali hanno una responsabilità cruciale nel combattere la diffusione dei deepfake. Devono implementare strumenti avanzati di rilevamento automatico dei contenuti manipolati, in grado di bloccare la diffusione prima che questi video diventino virali. Le tecnologie di intelligenza artificiale per la cybersecurity stanno già dimostrando un potenziale promettente, ma richiedono un’adozione più ampia da parte dei grandi attori del mondo tecnologico.
  4. Legislazione specifica contro i deepfake non consensuali: Sebbene alcuni Paesi stiano iniziando a introdurre leggi che affrontano il problema dei deepfake, molte giurisdizioni restano arretrate. È essenziale che i governi introducano leggi specifiche che riconoscano i deepfake come crimine e garantiscano pene severe per chi crea o diffonde tali contenuti. La normativa deve essere internazionale, poiché la natura transfrontaliera di Internet consente ai perpetratori di agire con facilità da altre regioni.

Il fenomeno dei deepfake non consensuali rappresenta una sfida tecnologica e sociale di enorme portata. Le vittime, principalmente donne, subiscono gravi danni emotivi, sociali e legali, e la risposta attuale da parte delle istituzioni e delle piattaforme tecnologiche è ancora insufficiente. Tuttavia, attraverso una combinazione di educazione pubblica, supporto alle vittime, sviluppo di tecnologie avanzate e nuove leggi, è possibile contenere e, si spera, eliminare questa forma di violenza digitale. La lotta contro i deepfake non consensuali richiede una risposta decisa e coordinata a livello globale, che metta al centro la protezione dei diritti e della dignità delle persone.

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